Unforgettable Memories || Indelible Signs || Alicia Spinnet's Secret Diary

martedì, 12 luglio 2005

Continuo a scriverti poco, nonostante tutte le mie "promesse".
E dico sempre le stesse cose. Poi le rileggo e mi sento decisamente idiota.
Hermione è andata via da ormai qualche minuto e fra me ed Angelina regna il silenzio. E' in camera sua che ascolta "Le Sorelle Stravagarie", credo. Sono arrivate insieme da non ho capito bene dove. Hermione ci doveva parlare, insomma. Non starò qui a raccontarti cosa bbiamo deciso, anche perchè in realtà, non abbiamo preso nessuna decisione. In ogni modo, il nostro incontro, si teneva a causa di una particolare situazione. Di una particolare persona.
Ron Weasley, signori, non è più la stessa persona.
Per quanto mi ricordi, era sempre stato un tipo umile, disponibile. Non che l'abbia mai frequentato più di tanto, ma casa Weasley è sempre casa Weasley. Un marchio di fabbrica, insomma.
Hermione ci ha spiegato cosa sta succedendo. I gemelli sono quelli che avevano dato l'allarme, o meglio, avevano confermato le paure di Harry ed Hermione.
Ci ha ripetuto più volte la stessa frase. "Se quello non è Ron, dove diavolo si trovo il nostro Ron?". Ed alla fine è scoppiata in lacrime. Con noi due. Si è sfogata. Ma poi, più decisa di prima, più forte di prima, ha affermato che lei scoprirà cosa c'è sotto. Come tirarsi indietro? Le abbiamo garantito una mano.
Non posso certo dire, comunque, di essere stata molto attenta. Il mio sguardo è stato catturato da Angelina. Sì. Angelina. Quella che ogni tanto psarisce e ricompare.
Era... come dire? ... strana. Neanche lei, in realtà, mi sembrava molto partecipe. Sembrava... spaventata. Ecco sì, spaventata. E molto nervosa. Andava avanti e indietro con la sedia. A mo' di dondolo. Gesticolava freneticamente. Ha fattto anche esplodere un paio di vasi, poi. Mi son scusata con Hermione, dicendo che la gatta è in calore. Povera Vanille, lei non centra niente. Ma è già troppo in ansia, quella ragazza, se continuiamo a darle preoccupazioni, piotrebbe star male davvero.
Comunque, stasera, parlo con Ange. E voglio proprio vedere se non mi racconta tutto quello che sta accadendo.

PS: Ho discusso con Fred perchè non gli ho voluto dire della "riunione" con Herm ed Ange. Era passato a trovarmi, ed io, sapendo di non dovergli dire nulla, non volevo che Hermione lo trovasse qui. E diciamo che l'ho quasi cacciato. Crede gli nasconda qualcosa, è il solito. Risolveremo anche questo...

[ commenti (3) @ 13:28 ]

mercoledì, 22 giugno 2005

Riflessioni. E forse anche un po' di rabbia. Finalmente riesco a scrivere. Solitamente, non finisco mai quello che inizio. La ripeto spesso, questa affermazione, ma probabilmente non saprei che altro dire.  Ma, dopotutto, sai benissimo come sono. Lunatica. E terribilmente emotiva. Sono anni, anni che faccio esami. Ma, alla fine, è sempre la stessa storia. Tachicardia, voglia di piangere e... anche quando giocavo a Quidditch era così. Dopo l'ultima partita, generalmente contro i  Serpeverde, quella più difficile, la più dura, scoppiavo in lacrime. E lì c'era Oliver a consolarmi. Ad abbracciarmi e a farmi sorridere.
"Perchè piangi?" domanda retorica. Tanto puntualmente lo fissavo e mi mettevo a ridere. Scuotevo la testa e mormoravo un semplice "Non so...". Era sempre così. Sempre così, da quando ero entrata in squadra, succedeva regolarmente. E lui, sempre allo stesso modo mi consolava. Ahh, la tensione. Mamma diceva sempre che avrei imparato a controllare le emozioni. Credo che non lo farò mai. Anche lei si è rassegnata, ormai.
La scuola è finita, i corsi terminati e voglio necessariamente incrontrare i miei amici. Tutti. Fred non so nemmeno quando l'ho visto l'ultima volta. Ci sentiamo per gufo, mi scrive sempre. E' solo colpa mia se non abbiamo avuto occasione di stare da soli. Ma sono stata maledetamente impegnata con la scuola. Ora, Angelina è sparita. Si, un biglietto di cavolo che ogni tanto mi lascia. Senza spiegazioni. Non può essere andata DI NUOVO a cercare un libro sperduto in chissà quale mondo parallelo. Mi fa arrabbiare quando fa così. E sono sicura che mi nasconde qualcosa. Oh, sì. Mi nasconde sicuramente, qualcosa. E mi fa preoccupare. Quindi ora, gambe in spalla e vado a Diagon Alley a trovare i gemelli. Speriamo mi sappiano dare spiegazioni.

[ commenti @ 18:39 ]

domenica, 27 marzo 2005

perchè continuare a raccontare bugie?
perchè far finta che non sia vero?
perchè mi ostino a rimarcare questa idea, nonostante sappia benissimo che non  la verità?
inutile ribadire il concetto tanto questo è il mio diario e posso scriverci tutto quello che voglio no? è segreto no? io so di cosa sto parlando.
è più di un mese che non dico cosa succede qui. mancanza di tempo? direi proprio di no.
dopotutto sono sempre stata così. iniziare una cosa e lasciarla a metà. bello no? parecchie volte ho provato a buttar giù qualche riga. ma poi mi rendevo conto, che avrei scritto solo fesserie.
perchè oggi ho voglia di raccontare?
perchè questo desiderio di liberarmi da tutti i pensieri, scrivendoli qui?
... mi piace come scrivo la parola "perchè". mi piace anche come suono. perchè. sta bene all'inzio di una frase. le da tono. le da un senso... non so, filosofico? mi piace anche scrivere con la matita. a volte trovo le piume così scomode.
e anche non mettere le maiuscole all'inzio di un discorso. dopo punti e punteggiatura varia che le richiederebbe.
... mi sto perdendo.
ieri ho visto Fred. ed è per questo che sento il bisogno di pasticciare un po'. ecco.
camminavo per strada (sì, sempre la solita, un'immagine retorica ormai, vero?) con George e Angelina, che si tenevano teneramente per mano. parlavamo dei sette anni assati ad  Hogwarts. ricordavamo di tutto il tempo passato assieme. Ad un certo punto, ho scorto una figura familiare. che poi, in realtà, non vedevo da un bel po'. Fred era lì che ci fissava. mi fissava? mi sono bloccata, rimanendo indietro, Geo ed Ange sono andati da lui a salutarlo. sorrisi. attimi fuggenti mi hanno riempito la testa. continuavo a guardare avanti, senza realmente vedere cosa accadeva, presa dai miei pensieri. pacatamente mi si è avvicinato. il cuore mi batteva forte.i nostri sguardi si sono incontrati. pochi secondi ed io non riuscendo a sostenere il suo, ho ricominciato a fissare il nulla. sento le sue braccia attorno alla mia vita. i miei fianchi dolcemente abbracciati una una morsa sicura. che in qualche modo mi rassicurava. mi ha sterssa a sè. da quanto tempo aspettavo questo momento? ho sentito le mie guance accarezzare la sua felpa. le sue mani fra i miei capelli. le mie labbra contro le sue.
non ricordo neanche perchè ci siamo lasciati... e non è una cosa buona. davvero.
"Scusami. scusami. scusami. scusami." ho sussurrato. battendo delicatamente il pungo della mano destra sul suo petto.
"... e di cosa? Sono io il soltio esagerato. Non capisco come tu possa essere stata con uno come me..."
ho circondato il suo collo con le mie braccia, baciando il suo labbro inferiore, giocandoci avidamente, per poi sentire le nostre lingue cercarsi, intrecciarsi, accarezzarsi... per poi sentirmi finalmente felice. Angelina e George non erano più lì, così mi ha accompagnata a casa.
... inutile continuare a raccontare bugie.
penso sia superfluo dire che mi piace ancora.

 

[ commenti (1) @ 22:38 ]

martedì, 11 gennaio 2005

Basta. Basta, basta, basta! Non posso più andare avanti così. Io non posso, io non VOGLIO continuare a piangere in questo modo. Se non c’è DAVVERO niente da fare, allora mi metto il cuore in pace e Amen. Ma allora perché, perché non riesco a smettere?

Perché quella strana voglia di farla finita?
Quella sensazione che diventa sempre più forte, che alla fine non resisti più. Ti addormenti lentamente, non te ne rendi nemmeno conto. Forse, in definitiva è meglio così. Non disturberò più nessuno, che bello! Ma allora come mai non riesco a farlo?

Paura.
Semplice, cruda e vera. 

Riuscirei ad essere così impulsiva, così menefreghista, così sciocca da voler chiudere per sempre questo capitolo? Da aver così paura della vita in se stessa da voler smettere?
Probabilmente no. No. Eppure è lì. Sul letto, mi stendo ed fatta. Forse, più che della vita, ho paura della morte. Di quello che verrebbe. Sono così cretina da poter pensare che un semplice gesto possa riuscire a sistemare questa situazione così insensata? Banale?
Stupidi giri di parole. 
 
Il 9, ad Hogwarts, si è svolto il ballo. Alla fine sono andata con Oliver. George all’inizio non si è visto, poi lui e Angelina sono scomparsi. Lei sembrava così felice quando si è ritirata. Ma non so dire se riesco ad esserlo io per lei, o se un senso di gelosia mi invada quando la immagino fra le braccia del suo ragazzo. Che poi, non so se si sono rimessi insieme. George è dolcissimo, e mi chiedo come abbia potuto Angelina “lasciarlo al suo destino” qualche tempo fa. Geo la ama molto, farebbe di tutto per lei, ne sono certa.

Mi sento così dannatamente prepotente.
Ma che razza di amica sono? Se sono potuta esserlo, certo. Non ho certezze riguardo a questo, non ho memoria, in questo momento, dei bellissimi momenti passati insieme a lei e a Katie. Alla pantera e alla … ora che ci penso Kat non ha mai avuto un soprannome “particolare” come Angelina e me. Ghiacciolino. Quanto tempo è passato? Regina di Ghiacci, che poi si scioglieva davanti ad un cioccolatino. Quanti attimi sono sfuggiti da allora?

[…]

Fred, Fred, Fred. Un solo, assillante nome nella mente. Un sol volto, un sol corpo. Un ricordo soltanto riesce ad affiorare. La nostra prima volta insieme. … Il nostro primo bacio in riva al lago, ad Hogwarts. … gli sguardi fugaci che ci scambiavamo. E poi quel suo sorriso. Così naturale, sincero, così infantile.
L’altra sera, dopo che i due sono spariti è arrivato anche lui. Non credo che il fratello sapesse che vi avrebbe preso parte, nonostante fosse stato esplicitamente chiesto loro di pensare agli addobbi. Lui e Lee hanno cominciato a scherzare, a distribuire dei pasticcini-non-so-cosa ai Serpeverde. Un “Bambini” ho pronunciato. Una sola parola. Non ero distante da loro. “Sta parlando l’adulta responsabile!” mi ha risposto Fred. Assurdo come mi conosce bene. Chissà, magari non sono così diversa dalle ragazze del Serpeverde. Ho la presunzione di definirmi migliore. Dopotutto è questo che ha detto Fred no? Una bambina viziata e sciocca.

E così PATETICA.

Mi sento in questo modo.

Ed in più, dulcis in fundo, come ciliegina sulla torta, nientepopodimenoche una bella D all’ultimo esame, Yeah! D! DESOLANTE! Come ha potuto quell’essere curvo, viscido e per di più ignorante del professore darmi un Desolante?!

Un misto di rancore e profonda tristezza. Ci mancava solo questa. Fallita. Cos’ho fatto in tutto questo tempo?
Non torno da Angelina stasera. Sono nella mia cameretta di casa dei miei. Sono quasi le 23.00, vado a fare una passeggiatina. Impulisività.

 

Ecco a voi l’adulta responsabile!

[ commenti (2) @ 22:48 ]

martedì, 04 gennaio 2005


Sono sotto le coperte, accoccolata come un gatto.
Non mi va di uscire oggi, vorrei rimanere tutto il giorno qui, rilassata. A ripensare a quello che è successo ieri.
… Appena tornate da Edimburgo, dove ho passato il capodanno con Angelina, ci siamo accorte di aver bisogno di alcune cose per la casa.
Passeggiando per Diagon Alley, abbiamo incontrato Baston ed un suo amico, Orlando che, fra una cosa e l’altra ci hanno accompagnato a casa.
Così, fra the e cioccolate, Oliver ci ha chiesto della squadra, del nostro vecchio gruppo: Angie gli ha riferito dell’invito per il ballo di domani ad Hogwarts, dove erano invitati anche gli ex studenti. Il nostro Capitano [ non posso evitare di chiamarlo così…! ] ha spiegato che l’iNvito era arrivato anche a lui e ad Orlando, un ragazzo del Corvonero, suo coetaneo. Quando ha sentito che eravamo senza cavaliere… beh, sì insomma, ci hanno invitato.
Poi Baston, ha deciso di andare a trovare Fred e George al loro negozio.
Non ho idea di che cosa si siano detti, ma lo posso immaginare. Pochi minuti dopo hanno suonato alla porta, e la mia coinquilina è andata ad aprire. Non capendo chi fosse, l’ho raggiunta nell’ingresso. Cosa, o meglio, chi ci ho trovato non era nei nostri piani. I rossi gemelli, erano lì, e ci guardavano con un’espressione che sembrava voler dire “Se-provi-a-parlare-ti-riduco-a-frittatina”. Volevo sprofondare.
Fred, appena mi ha vista, ha subito iniziato a sommergermi di frasi.
Come vedi, Alicia, avevo perfettamente ragione. Ci siamo lasciati e tu non fai passare nemmeno una settimana che già esci con un altro!” – ha fatto una faccia talmente schifata che mi ha fatta stare male. Ho abbassato lo sguardo. – “Avevo ragione su di te, sulla nostra relazione e sulle tue intenzioni”.
Essere trattata così, da LUI?! Ho alzato il viso, guardandolo duramente.
Si è girato di botto, per andarsene, ma George l’ha fermato. Anche lui aveva da dire qualcosa.
E così, ha somministrato ad Angelina, la sua romanzina.
E bla bla bla, nemmeno l’hai mai frequentato, e bla bla bla…” che noia!
Alla fine andranno al ballo insieme. Geo l’ha quasi costretta, ma non credo che ad Angelina possa dispiacere poi tanto. Anzi, aveva un sorriso ebete sul volto!
I gemelli se ne sono andati, ed Oliver e Orlando hanno continuato a fissarci, leggermente sconcertati. Poi sono usciti anche loro ma prima di andare via, Baston mi ha guardata negli occhi e ha sussurrato: “Andiamo comunque insieme al ballo? So che sei ancora innamorata di Fred, ma che ne pensi?”.
Ci ho pensato un po’ prima di rispondergli: “Okay. E scusami.
Non devi scusarti.” – mi ha sorriso e poi baciato in fronte. Detesto quando fa così! E anche per quel suo gesto che mi sono innamorata di lui. Della sua tenerezza e… o insomma, sono sicura che ormai non gli piaccio più nemmeno io. Ecco.
Indubbiamente però, sono contentissima della scenata che ha fatto Fred.
Sorrido come una bambina ingenua.
Mah… chissà.
, giusto il tempo di vestirmi, io e Ange andiamo a prendere Katie. Insieme poi, ci incammineremo a Diagon Alley, per comprare gli abiti per il ballo. Kat non la vedo da un po’.
Non mi va di uscire da questo calduccio..

[ commenti (1) @ 17:20 ]

giovedì, 30 dicembre 2004

Una decisione improvvisa.
Quella di andare a vivere con Angelina.
“Anno nuovo, vita nuova” si dice.
Benissimo, allora si cambia. Così, ho accettato la sua proposta al volo, senza pensarci su, molto tempo. Divideremo l’affitto e tutte le spese. E… anche una gattina, Vanille.
Una micia davvero bellissima.
L’altro giorno, passeggiavo con Angie per Diagon Alley. Una chiacchierata frizzante, che mi aveva fatto dimenticare l’episodio con Fred. Quando lei, decide di avvicinarsi ad una vetrina molto colorata, piena di giochi. Davvero accattivante. Essendo stata via, non ha riconosciuto l’insegna che sovrastava il negozio. E, nonostante cercassi di tirarla via, perché sapevo che non avrebbe portato niente di buono sostare la davanti, è riuscita ad accostarsi. Dalla porta della bottega, è spuntata una fitta chioma rossa.
Inconfondibile.
George, era lì fuori che la guardava incredulo. Sembrava quasi fosse stato fulminato. Lei, sotto la sua carnagione scura,  è diventata rossa tutto d’un colpo. Io li fissavo, nascondendo un leggero sorriso divertito, che, però, è subito svanito non appena un’altra folta capigliatura rossa, è sbucata dalla porta.
Ed ecco che la copia perfetta dell’ex ragazzo della mia amica, era lì accanto. Neanche uno specchio avrebbe potuto riflettere in maniera così ineccepibile, la figura del rosso gemello.
“Ah. Ciao” – mi ha salutato, accompagnando le parole con un gesto del capo.
“Ciao.”
“Possiamo parlare?” – ha continuato, poco dopo, guardando oltre la mia figura.
Ho rivolto lo sguardo verso Angelina, che mi ha pregato di non lasciarla da sola con Geo.
“Allora?” – ha insistito.
“Va bene. Andiamo.” – ho ceduto alla fine.
Abbiamo passeggiato per la via principale, finché stanca del silenzio che regnava, ho parlato, alterando leggermente la voce cercando di nasconderne il tremore.
“Se stavi cercando una scusa per mollarmi, potevi anche dirmelo chiaro e tondo che non te ne fregava più niente di me.” Imponendogli la mia presenza davanti a lui.
“Se per questo, puoi anche evitare di stare con me per compassione!” – mi ha risposto, alzando il tono.
“Compassione?! Fred, tu stai farneticando.” – sentivo già gli occhi arrossati. E detesto questa sensazione. Detesto mostrarmi debole.
“Va tutto a merda. TUTTO.” 
Ho aperto la bocca, ma non è venuto fuori nessun suono. Non ho avuto niente da ribattere, e nemmeno il coraggio di chiedergli che cosa andasse così male, dopotutto.
“Se non ti piaccio più, perché stiamo insieme se non per pena?” – è riuscito a sottolineare così bene quest’ultima parola, che non ho sapuro a ribattere. Poco ci mancava, che mi facesse sentire davvero in colpa. – “Ora sei libera no? Puoi fare quello che ti pare, con CHI ti pare.”
Avevo capito che il discorso era chiuso lì. Inutile reagire, inutile tentare di convincerlo che stava facendo tutto da solo.
Ho girato i tacchi, davvero infuriata. Sono corsa da Angelina e l’ho strappata via dalla conversazione, se così si può definire l’imbarazzante silenzio che si era creato, con George, liquidando quest’ultimo con un semplice “Spero che tu non sia pazzo come tuo fratello, Geo. Ci si vede”.
Pochi minuti fa, è terminato il “festino” che io ed Angie abbiamo organizzato per dare il benvenuto alla “nostra nuova vita insieme”.
Alla fine però, l’amarezza ha avuto il sopravvento. E ho trascinato anche lei nella “DEPRESSIONE MODE ON”. Non potevamo fare a meno di pensare ai due rossi, così abbiamo deciso alla fine di andarcene a letto. 
Ho un mal di testa terribile. E non voglio pensare a dove, ne con chi festeggeremo la fine dell’anno. Tornerei volentieri ad Hogwarts, visto il periodo.

[ commenti @ 22:41 ]

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Questo blog racchiude le pagine scritte da Alicia Spinnet sul suo diario segreto, assolutamente inventato e non necessariamente attinente ai romanzi di J. K. Rowling. Questo diario fa parte di un progetto più grande, Hogwarts Secret Diaries, dove chiunque può iscriversi ed interpretare un personaggio.

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I'm in gryffindor!
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Alicia Spinnet. Diciannovenne. Quasi Ventenne. Studentessa di Guarigione. Grifondoro. Dolce. Romantica. Fidanzata con Fred Weasley. Cacciatrice. Vittimista. Lunatica. Emotiva. Fragile. Disordinata. Golosa e a volte Paranoica.

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Quel pazzo di un battitore di Fred Weasley! La Guarigione. Il Quidditch. La mia casa ad Hogwarts, Grifondoro. Il mio ruolo di Cacciatrice. La squadra del Grifondoro. I miei fratelli. La mia famiglia. L'azzurro. Il rosso e l'oro. La trasfiguarzione. Smaterializzarmi. Zittire i Serpeverde. Ascoltare le persone.

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I Serpeverde. Colui che non dev'essere nominato. Studiare troppo. Non uscire con i miei amici. Non fare niente. Non capire le cose. Non riuscire in quello che voglio. Litigare. Piangere.

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Alicia mi rispecchia. Non è un caso che la sua "descrizione" mi corrisponda. Oddio, magari fossi anche io una vera strega! Però non posso certo dire che non mi assomigli. E che la muova a secondo del mio stato d'animo. Povero Fred, quante ne deve sopportare! Ho quindi pensato per lei, un layout sul rosa e sul verde, che è in assoluto il mio colore preferito. L'abbinamento con il rosa, poi, specialmente in questo caso, mi piace molto!
Sono un po' giù in questo periodo, così ho pensato anche ad un nuovo titolo. "Unforgettable Memories. Indelible Signs."
Penso che i ricordi non si debbano mai dimenticare. E che siano segni indelebili nelle nostre menti. Può sembrare una cosa idiota, ma è inutile negarlo! Mi rilassa molto questa versione. E credo che un po' tutti i maghi e le streghe, in questo periodo, abbiano bisogno di relax. L'estate serve anche a questo!

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